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Dalla vita alla Parola viva  RSS Feed  Subscribe Via iTunes  Zune Subscribe
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Category: Religion/Spirituality
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Ci proponiamo di approfondire il nesso tra la vita quotidiana ed il Vangelo che leggiamo dentro il nostro tempo.

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Podcast Episode's:
Pratica del Vangelo del 17 Dicembre 2017 a cura di don Domenico Luciani
<img src="http://assets.podomatic.net/ts/ad/5c/26/don-domenico-luciani/1400x1400_12528726.jpg" alt="itunes pic" /><br />La 109° puntata del ciclo "Dalla Parola alla vita" - "Battezzati nello Spirito Consolatore". III DOMENICA DI AVVENTO (ANNO B) - GAUDETE Gv 1,6-8.19-28 In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete. Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce. Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e levìti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elia?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaìa». Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?». Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo». Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.
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Pratica del Vangelo del 10 Dicembre 2017 a cura di don Domenico Luciani
<img src="http://assets.podomatic.net/ts/ad/5c/26/don-domenico-luciani/1400x1400_12512640.jpg" alt="itunes pic" /><br />La 108° puntata del ciclo "Dalla Parola alla vita" - "Lasciamoci consolare da Dio". II DOMENICA DI AVVENTO (ANNO B) Mc 1,1-8 Raddrizzate le vie del Signore. Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio. Come sta scritto nel profeta Isaìa: «Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero: egli preparerà la tua via. Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri», vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».
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Pratica del Vangelo del 3 Dicembre 2017 a cura di don Domenico Luciani
<img src="http://assets.podomatic.net/ts/ad/5c/26/don-domenico-luciani/1400x1400_12504214.jpg" alt="itunes pic" /><br />La 107° puntata del ciclo "Dalla Parola alla vita" - "Invochiamo il Suo nome". I DOMENICA DI AVVENTO (ANNO B) Mc 13,33-37 Vegliate: non sapete quando il padrone di casa ritornerà. In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento. È come un uomo, che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare. Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati. Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!».
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Pratica del Vangelo del 26 Novembre 2017 a cura di don Domenico Luciani
<img src="http://assets.podomatic.net/ts/ad/5c/26/don-domenico-luciani/1400x1400_12493884.jpg" alt="itunes pic" /><br />La 106° puntata del ciclo "Dalla Parola alla vita" - "Da che parte sei?". XXXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A) Nostro Signore Gesù Cristo Re dell'Universo Mt 25,31-46 Siederà sul trono della sua gloria e separerà gli uni dagli altri. In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”. Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”. Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”. E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna».
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Pratica del Vangelo del 19 Novembre 2017 a cura di don Domenico Luciani
<img src="http://assets.podomatic.net/ts/ad/5c/26/don-domenico-luciani/1400x1400_12479035.jpg" alt="itunes pic" /><br />La 105° puntata del ciclo "Dalla Parola alla vita" - "Prendi parte alla mia gioia!". XXXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A) Mt 25,14-30 Sei stato fedele nel poco, prendi parte alla gioia del tuo padrone. In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Avverrà come a un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo le capacità di ciascuno; poi partì. Subito colui che aveva ricevuto cinque talenti andò a impiegarli, e ne guadagnò altri cinque. Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone. Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti con loro. Si presentò colui che aveva ricevuto cinque talenti e ne portò altri cinque, dicendo: “Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”. Si presentò poi colui che aveva ricevuto due talenti e disse: “Signore, mi hai consegnato due talenti; ecco, ne ho guadagnati altri due”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”. Si presentò infine anche colui che aveva ricevuto un solo talento e disse: “Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso. Ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra: ecco ciò che è tuo”. Il padrone gli rispose: “Servo malvagio e pigro, tu sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perché a chiunque ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha, verrà tolto anche quello che ha. E il servo inutile gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”».
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Pratica del Vangelo del 12 Novembre 2017 a cura di don Domenico Luciani
<img src="http://assets.podomatic.net/ts/ad/5c/26/don-domenico-luciani/1400x1400_12466429.jpg" alt="itunes pic" /><br />La 104° puntata del ciclo "Dalla Parola alla vita" - "Vegliate!". XXXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A) Mt 25,1-13 Ecco lo sposo! Andategli incontro! In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono. A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”. Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”. Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».
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Pratica del Vangelo del 5 Novembre 2017 a cura di don Domenico Luciani
<img src="http://assets.podomatic.net/ts/ad/5c/26/don-domenico-luciani/1400x1400_12455121.jpg" alt="itunes pic" /><br />La 103° puntata del ciclo "Dalla Parola alla vita" - "Servire in umiltà è vera dignità". XXXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A) Mt 23,1-12 Dicono e non fanno. In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: «Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito. Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati “rabbì” dalla gente. Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo. Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato».
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Pratica del Vangelo del 29 Ottobre 2017 a cura di don Domenico Luciani
<img src="http://assets.podomatic.net/ts/ad/5c/26/don-domenico-luciani/1400x1400_12439720.jpg" alt="itunes pic" /><br />La 102° puntata del ciclo "Dalla Parola alla vita" - "Amare il Padre con verità nei fratelli". XXX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A) Mt 22,34-40 Amerai il Signore tuo Dio, e il tuo prossimo come te stesso. In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducèi, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?». Gli rispose: «“Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».
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Pratica del Vangelo del 22 Ottobre 2017 a cura di don Domenico Luciani
<img src="http://assets.podomatic.net/ts/ad/5c/26/don-domenico-luciani/1400x1400_12427060.jpg" alt="itunes pic" /><br />La 101° puntata del ciclo "Dalla Parola alla vita" - "L'autorevolezza è nel servizio". XXIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A) Mt 22,15-21 Rendete a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio. In quel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi. Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di’ a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?». Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».
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Pratica del Vangelo del 15 Ottobre 2017 a cura di don Domenico Luciani
<img src="http://assets.podomatic.net/ts/ad/5c/26/don-domenico-luciani/1400x1400_12402165.jpg" alt="itunes pic" /><br />La 100° puntata del ciclo "Dalla Parola alla vita" - "Festa: una gioia partecipata". XXVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A) Mt 22,1-14 Tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze. In quel tempo, Gesù, riprese a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti e ai farisei] e disse: «Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire. Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: Dite agli invitati: “Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali. Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”. Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”. Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».
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Pratica del Vangelo del 8 Ottobre 2017 a cura di don Domenico Luciani
<img src="http://assets.podomatic.net/ts/ad/5c/26/don-domenico-luciani/1400x1400_12396412.jpg" alt="itunes pic" /><br />La 99° puntata del ciclo "Dalla Parola alla vita" - "Amare la comunità". XXVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A) Mt 21,33-43 Darà in affitto la vigna ad altri contadini. In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo, che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano. Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo. Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero. Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?». Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo». E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture: “La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi”? Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti».
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Pratica del Vangelo del 1 Ottobre 2017 a cura di don Domenico Luciani
<img src="http://assets.podomatic.net/ts/ad/5c/26/don-domenico-luciani/1400x1400_12389378.jpg" alt="itunes pic" /><br /><p><span style="text-decoration: underline;">La 98&deg; puntata del ciclo "Dalla Parola alla vita" - "Comunit&agrave; aperte e accoglienti".</span><br /><span style="color: #339966;"><strong>XXVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)</strong></span><br /><em>Mt 21,28-32</em><br /><em>Pentitosi and&ograve;. I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio.</em><br /><br />In quel tempo, Ges&ugrave; disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: &laquo;Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: &ldquo;Figlio, oggi va&rsquo; a lavorare nella vigna&rdquo;. Ed egli rispose: &ldquo;Non ne ho voglia&rdquo;. Ma poi si pent&igrave; e vi and&ograve;. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: &ldquo;S&igrave;, signore&rdquo;. Ma non vi and&ograve;. Chi dei due ha compiuto la volont&agrave; del padre?&raquo;. Risposero: &laquo;Il primo&raquo;. <br />E Ges&ugrave; disse loro: &laquo;In verit&agrave; io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti cos&igrave; da credergli&raquo;.</p>
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Pratica del Vangelo del 24 Settembre 2017 a cura di don Domenico Luciani
<img src="http://assets.podomatic.net/ts/ad/5c/26/don-domenico-luciani/1400x1400_12376609.jpg" alt="itunes pic" /><br /><p><span style="text-decoration: underline;">La 97&deg; puntata del ciclo "Dalla Parola alla vita" - "Giustizia Divina".</span><br /><span style="color: #008000;"><strong>XXV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)</strong></span><br /><em>Mt 20,1-16</em><br /><em>Sei invidioso perch&eacute; io sono buono?</em><br /><br />In quel tempo, Ges&ugrave; disse ai suoi discepoli questa parabola: <br />&laquo;Il regno dei cieli &egrave; simile a un padrone di casa che usc&igrave; all&rsquo;alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accord&ograve; con loro per un denaro al giorno e li mand&ograve; nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: &ldquo;Andate anche voi nella vigna; quello che &egrave; giusto ve lo dar&ograve;&rdquo;. Ed essi andarono. Usc&igrave; di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano l&igrave; e disse loro: &ldquo;Perch&eacute; ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?&rdquo;. Gli risposero: &ldquo;Perch&eacute; nessuno ci ha presi a giornata&rdquo;. Ed egli disse loro: &ldquo;Andate anche voi nella vigna&rdquo;.<br />Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: &ldquo;Chiama i lavoratori e dai loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi&rdquo;. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di pi&ugrave;. Ma anch&rsquo;essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, per&ograve;, mormoravano contro il padrone dicendo: &ldquo;Questi ultimi hanno lavorato un&rsquo;ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo&rdquo;. <br />Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: &ldquo;Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest&rsquo;ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perch&eacute; io sono buono?&rdquo;. Cos&igrave; gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi&raquo;.</p>
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Pratica del Vangelo del 17 Settembre 2017 a cura di don Domenico Luciani
<img src="http://assets.podomatic.net/ts/ad/5c/26/don-domenico-luciani/1400x1400_12364551.jpg" alt="itunes pic" /><br /><p><span style="text-decoration: underline;">La 96&deg; puntata del ciclo "Dalla Parola alla vita" - "Giusti solo nel perdono".</span><br /><span style="color: #008000;"><strong>XXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)</strong></span><br /><em>Mt 18,21-35</em><br /><em>Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.</em><br /><br />In quel tempo, Pietro si avvicin&ograve; a Ges&ugrave; e gli disse: &laquo;Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovr&ograve; perdonargli? Fino a sette volte?&raquo;. E Ges&ugrave; gli rispose: &laquo;Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.<br />Per questo, il regno dei cieli &egrave; simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poich&eacute; costui non era in grado di restituire, il padrone ordin&ograve; che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e cos&igrave; saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: &ldquo;Abbi pazienza con me e ti restituir&ograve; ogni cosa&rdquo;. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasci&ograve; andare e gli condon&ograve; il debito. <br />Appena uscito, quel servo trov&ograve; uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: &ldquo;Restituisci quello che devi!&rdquo;. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: &ldquo;Abbi pazienza con me e ti restituir&ograve;&rdquo;. Ma egli non volle, and&ograve; e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito.<br />Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l&rsquo;accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell&rsquo;uomo e gli disse: &ldquo;Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perch&eacute; tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver piet&agrave; del tuo compagno, cos&igrave; come io ho avuto piet&agrave; di te?&rdquo;. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finch&eacute; non avesse restituito tutto il dovuto. <br />Cos&igrave; anche il Padre mio celeste far&agrave; con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello&raquo;.</p>
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Pratica del Vangelo del 10 Settembre 2017 a cura di don Domenico Luciani
<img src="http://assets.podomatic.net/ts/ad/5c/26/don-domenico-luciani/1400x1400_12342219.jpg" alt="itunes pic" /><br /><p><span style="text-decoration: underline;">La 95&deg; puntata del ciclo "Dalla Parola alla vita" - "Amare la verit&agrave; per amore del fratello".</span><br /><span style="color: #008000;"><strong>XXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)</strong></span><br /><em>Mt 18,15-20</em><br /><em>Se ti ascolter&agrave; avrai guadagnato il tuo fratello.</em><br /><br />In quel tempo, Ges&ugrave; disse ai suoi discepoli: <br />&laquo;Se il tuo fratello commetter&agrave; una colpa contro di te, va&rsquo; e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolter&agrave;, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolter&agrave;, prendi ancora con te una o due persone, perch&eacute; ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolter&agrave; costoro, dillo alla comunit&agrave;; e se non ascolter&agrave; neanche la comunit&agrave;, sia per te come il pagano e il pubblicano. <br />In verit&agrave; io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sar&agrave; legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sar&agrave; sciolto in cielo.<br />In verit&agrave; io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d&rsquo;accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che &egrave; nei cieli gliela conceder&agrave;. Perch&eacute; dove sono due o tre riuniti nel mio nome, l&igrave; sono io in mezzo a loro&raquo;.</p>
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Pratica del Vangelo del 3 Settembre 2017 a cura di don Domenico Luciani
<img src="http://assets.podomatic.net/ts/ad/5c/26/don-domenico-luciani/1400x1400_12338132.jpg" alt="itunes pic" /><br /><p><span style="text-decoration: underline;">La 94&deg; puntata del ciclo "Dalla Parola alla vita" - "La testimonianza della fede &egrave; nella Croce".</span><br /><span style="color: #008000;"><strong>XXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)</strong></span><br /><em>Mt 16,21-27</em><br /><em>Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso.</em><br /><br />In quel tempo, Ges&ugrave; cominci&ograve; a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno. <br />Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: &laquo;Dio non voglia, Signore; questo non ti accadr&agrave; mai&raquo;. Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: &laquo;Va&rsquo; dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perch&eacute; non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!&raquo;.<br />Allora Ges&ugrave; disse ai suoi discepoli: &laquo;Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perch&eacute; chi vuole salvare la propria vita, la perder&agrave;; ma chi perder&agrave; la propria vita per causa mia, la trover&agrave;. <br />Infatti quale vantaggio avr&agrave; un uomo se guadagner&agrave; il mondo intero, ma perder&agrave; la propria vita? O che cosa un uomo potr&agrave; dare in cambio della propria vita? <br />Perch&eacute; il Figlio dell&rsquo;uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora render&agrave; a ciascuno secondo le sue azioni&raquo;.</p>
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Pratica del Vangelo del 27 Agosto 2017 a cura di don Domenico Luciani
<img src="http://assets.podomatic.net/ts/ad/5c/26/don-domenico-luciani/1400x1400_12328453.jpg" alt="itunes pic" /><br /><p><span style="text-decoration: underline;">La 93&deg; puntata del ciclo "Dalla Parola alla vita" - "La fede &egrave; la chiave del Regno".</span><br /><span style="color: #008000;"><strong>XXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)</strong></span><br /><em>Mt 16,13-20</em><br /><em>Tu sei Pietro, e a te dar&ograve; le chiavi del regno dei cieli.</em><br /><br />In quel tempo, Ges&ugrave;, giunto nella regione di Cesar&egrave;a di Filippo, domand&ograve; ai suoi discepoli: &laquo;La gente, chi dice che sia il Figlio dell&rsquo;uomo?&raquo;. Risposero: &laquo;Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri El&igrave;a, altri Gerem&igrave;a o qualcuno dei profeti&raquo;. <br />Disse loro: &laquo;Ma voi, chi dite che io sia?&raquo;. Rispose Simon Pietro: &laquo;Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente&raquo;. <br />E Ges&ugrave; gli disse: &laquo;Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perch&eacute; n&eacute; carne n&eacute; sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che &egrave; nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificher&ograve; la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te dar&ograve; le chiavi del regno dei cieli: tutto ci&ograve; che legherai sulla terra sar&agrave; legato nei cieli, e tutto ci&ograve; che scioglierai sulla terra sar&agrave; sciolto nei cieli&raquo;. <br />Allora ordin&ograve; ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo.</p>
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Pratica del Vangelo del 20 Agosto 2017 a cura di don Domenico Luciani
<img src="http://assets.podomatic.net/ts/ad/5c/26/don-domenico-luciani/1400x1400_12317082.jpg" alt="itunes pic" /><br /><p><span style="text-decoration: underline;">La 92&deg; puntata del ciclo "Dalla Parola alla vita" - "Una fede che vince tutto".</span><br /><strong><span style="color: #008000;">XX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A) </span></strong><br /><em>Mt 15,21-28</em><br /><em>Donna, grande &egrave; la tua fede!</em></p> <p>In quel tempo, partito di l&agrave;, Ges&ugrave; si ritir&ograve; verso la zona di Tiro e di Sid&ograve;ne. Ed ecco una donna Canan&egrave;a, che veniva da quella regione, si mise a gridare: &laquo;Piet&agrave; di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia &egrave; molto tormentata da un demonio&raquo;. Ma egli non le rivolse neppure una parola. Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: &laquo;Esaudiscila, perch&eacute; ci viene dietro gridando!&raquo;. Egli rispose: &laquo;Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d&rsquo;Israele&raquo;. Ma quella si avvicin&ograve; e si prostr&ograve; dinanzi a lui, dicendo: &laquo;Signore, aiutami!&raquo;. Ed egli rispose: &laquo;Non &egrave; bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini&raquo;. &laquo;&Egrave; vero, Signore &ndash; disse la donna &ndash;, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni&raquo;. Allora Ges&ugrave; le replic&ograve;: &laquo;Donna, grande &egrave; la tua fede! Avvenga per te come desideri&raquo;. E da quell&rsquo;istante sua figlia fu guarita.</p>
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Pratica del Vangelo del 13 Agosto 2017 a cura di don Domenico Luciani
<img src="http://assets.podomatic.net/ts/ad/5c/26/don-domenico-luciani/1400x1400_12306069.jpg" alt="itunes pic" /><br /><p><span style="text-decoration: underline;">La 91&deg; puntata del ciclo "Dalla Parola alla vita" - "Coraggio, sono io, non abbiate paura!".</span><br /><span style="color: #008000;"><strong>XIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)</strong></span><br /><em>Mt 14,22-33</em><br /><em>Comandami di venire verso di te sulle acque.</em><br /><br />[Dopo che la folla ebbe mangiato], subito Ges&ugrave; costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull&rsquo;altra riva, finch&eacute; non avesse congedato la folla. Congedata la folla, sal&igrave; sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lass&ugrave;, da solo.<br />La barca intanto distava gi&agrave; molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli and&ograve; verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: &laquo;&Egrave; un fantasma!&raquo; e gridarono dalla paura. Ma subito Ges&ugrave; parl&ograve; loro dicendo: &laquo;Coraggio, sono io, non abbiate paura!&raquo;. <br />Pietro allora gli rispose: &laquo;Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque&raquo;. Ed egli disse: &laquo;Vieni!&raquo;. Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e and&ograve; verso Ges&ugrave;. Ma, vedendo che il vento era forte, s&rsquo;impaur&igrave; e, cominciando ad affondare, grid&ograve;: &laquo;Signore, salvami!&raquo;. E subito Ges&ugrave; tese la mano, lo afferr&ograve; e gli disse: &laquo;Uomo di poca fede, perch&eacute; hai dubitato?&raquo;. <br />Appena saliti sulla barca, il vento cess&ograve;. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: &laquo;Davvero tu sei Figlio di Dio!&raquo;.</p>
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Pratica del Vangelo del 6 Agosto 2017 a cura di don Domenico Luciani
<img src="http://assets.podomatic.net/ts/ad/5c/26/don-domenico-luciani/1400x1400_12290492.jpg" alt="itunes pic" /><br /><p><span style="text-decoration: underline;">La 90&deg; puntata del ciclo "Dalla Parola alla vita" - "Trasfigurarsi alla Sua luce".</span><br /><span style="color: #ff9900;"><strong>TRASFIGURAZIONE DEL SIGNORE (ANNO A)</strong></span><br /><em>Mt 17,1-9</em><br /><em>Il suo volto brill&ograve; come il sole.</em><br /><br />In quel tempo, Ges&ugrave; prese con s&eacute; Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brill&ograve; come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mos&egrave; ed Elia, che conversavano con lui. <br />Prendendo la parola, Pietro disse a Ges&ugrave;: &laquo;Signore, &egrave; bello per noi essere qui! Se vuoi, far&ograve; qui tre capanne, una per te, una per Mos&egrave; e una per Elia&raquo;. Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li copr&igrave; con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: &laquo;Questi &egrave; il Figlio mio, l&rsquo;amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo&raquo;. <br />All&rsquo;udire ci&ograve;, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Ges&ugrave; si avvicin&ograve;, li tocc&ograve; e disse: &laquo;Alzatevi e non temete&raquo;. Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Ges&ugrave; solo.<br />Mentre scendevano dal monte, Ges&ugrave; ordin&ograve; loro: &laquo;Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell&rsquo;uomo non sia risorto dai morti&raquo;.</p>
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Pratica del Vangelo del 30 Luglio 2017 a cura di don Domenico Luciani
<img src="http://assets.podomatic.net/ts/ad/5c/26/don-domenico-luciani/1400x1400_12268849.jpg" alt="itunes pic" /><br /><p><span style="text-decoration: underline;">La 89&deg; puntata del ciclo "Dalla Parola alla vita" - "La Parola &egrave; sapienza e gioia".</span><br /><span style="color: #008000;"><strong>XVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)</strong></span><br /><em>Mt 13,44-52</em><br /><em>Vende tutti i suoi averi e compra quel campo.</em><br /><br />In quel tempo Ges&ugrave; disse ai suoi discepoli: <br />&laquo;Il regno dei cieli &egrave; simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo.<br />Il regno dei cieli &egrave; simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra.<br />Ancora, il regno dei cieli &egrave; simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando &egrave; piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Cos&igrave; sar&agrave; alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sar&agrave; pianto e stridore di denti.<br />Avete compreso tutte queste cose?&raquo;. Gli risposero: &laquo;S&igrave;&raquo;. Ed egli disse loro: &laquo;Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, &egrave; simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche&raquo;.</p>
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Pratica del Vangelo del 23 Luglio 2017 a cura di don Domenico Luciani
<img src="http://assets.podomatic.net/ts/ad/5c/26/don-domenico-luciani/1400x1400_12256863.jpg" alt="itunes pic" /><br /><p><span style="text-decoration: underline;">La 88&deg; puntata del ciclo "Dalla Parola alla vita" - "Dio - pazienza onnipotente".</span><br /><span style="color: #008000;"><strong>XVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)</strong></span><br /><em>Mt 13,24-43</em><br /><em>Lasciate che l'una e l'altro crescano insieme fino alla mietitura.</em><br /><br />In quel tempo, Ges&ugrave; espose alla folla un&rsquo;altra parabola, dicendo: &laquo;Il regno dei cieli &egrave; simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, semin&ograve; della zizzania in mezzo al grano e se ne and&ograve;. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spunt&ograve; anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: &ldquo;Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?&rdquo;. Ed egli rispose loro: &ldquo;Un nemico ha fatto questo!&rdquo;. E i servi gli dissero: &ldquo;Vuoi che andiamo a raccoglierla?&rdquo;. &ldquo;No, rispose, perch&eacute; non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l&rsquo;una e l&rsquo;altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dir&ograve; ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece ripon&egrave;telo nel mio granaio&rdquo;&raquo;.<br />Espose loro un&rsquo;altra parabola, dicendo: &laquo;Il regno dei cieli &egrave; simile a un granello di senape, che un uomo prese e semin&ograve; nel suo campo. Esso &egrave; il pi&ugrave; piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, &egrave; pi&ugrave; grande delle altre piante dell&rsquo;orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami&raquo;.<br />Disse loro un&rsquo;altra parabola: &laquo;Il regno dei cieli &egrave; simile al lievito, che una donna prese e mescol&ograve; in tre misure di farina, finch&eacute; non fu tutta lievitata&raquo;.<br />Tutte queste cose Ges&ugrave; disse alle folle con parabole e non parlava ad esse se non con parabole, perch&eacute; si compisse ci&ograve; che era stato detto per mezzo del profeta:<br />&laquo;Aprir&ograve; la mia bocca con parabole,<br />proclamer&ograve; cose nascoste fin dalla fondazione del mondo&raquo;.<br />Poi conged&ograve; la folla ed entr&ograve; in casa; i suoi discepoli gli si avvicinarono per dirgli: &laquo;Spiegaci la parabola della zizzania nel campo&raquo;. Ed egli rispose: &laquo;Colui che semina il buon seme &egrave; il Figlio dell&rsquo;uomo. Il campo &egrave; il mondo e il seme buono sono i figli del Regno. La zizzania sono i figli del Maligno e il nemico che l&rsquo;ha seminata &egrave; il diavolo. La mietitura &egrave; la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli. Come dunque si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, cos&igrave; avverr&agrave; alla fine del mondo. Il Figlio dell&rsquo;uomo mander&agrave; i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquit&agrave; e li getteranno nella fornace ardente, dove sar&agrave; pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, ascolti!&raquo;.</p>
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Pratica del Vangelo del 16 Luglio 2017 a cura di don Domenico Luciani
<img src="http://assets.podomatic.net/ts/ad/5c/26/don-domenico-luciani/1400x1400_12241978.jpg" alt="itunes pic" /><br /><p><span style="text-decoration: underline;">La 87&deg; puntata del ciclo "Dalla Parola alla vita" - "L'acqua ed il seme della Parola".</span><br /><span style="color: #008000;"><strong>XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)</strong></span><br /><em>Mt 13,1-23</em><br /><em>Il seminatore usc&igrave; a seminare.</em><br /><br />Quel giorno Ges&ugrave; usc&igrave; di casa e sedette in riva al mare. Si radun&ograve; attorno a lui tanta folla che egli sal&igrave; su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia.<br />Egli parl&ograve; loro di molte cose con parabole. E disse: &laquo;Ecco, il seminatore usc&igrave; a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un&rsquo;altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c&rsquo;era molta terra; germogli&ograve; subito, perch&eacute; il terreno non era profondo, ma quando spunt&ograve; il sole fu bruciata e, non avendo radici, secc&ograve;. Un&rsquo;altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un&rsquo;altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti&raquo;.<br />Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: &laquo;Perch&eacute; a loro parli con parabole?&raquo;. Egli rispose loro: &laquo;Perch&eacute; a voi &egrave; dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non &egrave; dato. Infatti a colui che ha, verr&agrave; dato e sar&agrave; nell&rsquo;abbondanza; ma a colui che non ha, sar&agrave; tolto anche quello che ha. Per questo a loro parlo con parabole: perch&eacute; guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono. <br />Cos&igrave; si compie per loro la profezia di Isa&igrave;a che dice:<br />&ldquo;Udrete, s&igrave;, ma non comprenderete,<br />guarderete, s&igrave;, ma non vedrete.<br />Perch&eacute; il cuore di questo popolo &egrave; diventato insensibile,<br />sono diventati duri di orecchi<br />e hanno chiuso gli occhi,<br />perch&eacute; non vedano con gli occhi,<br />non ascoltino con gli orecchi<br />e non comprendano con il cuore<br />e non si convertano e io li guarisca!&rdquo;.<br />Beati invece i vostri occhi perch&eacute; vedono e i vostri orecchi perch&eacute; ascoltano. In verit&agrave; io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ci&ograve; che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ci&ograve; che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono!<br />Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ci&ograve; che &egrave; stato seminato nel suo cuore: questo &egrave; il seme seminato lungo la strada. Quello che &egrave; stato seminato sul terreno sassoso &egrave; colui che ascolta la Parola e l&rsquo;accoglie subito con gioia, ma non ha in s&eacute; radici ed &egrave; incostante, sicch&eacute;, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Quello seminato tra i rovi &egrave; colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non d&agrave; frutto. Quello seminato sul terreno buono &egrave; colui che ascolta la Parola e la comprende; questi d&agrave; frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno&raquo;.</p>
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Pratica del Vangelo del Domenica 9 Luglio 2017 a cura di don Domenico Luciani
<img src="http://assets.podomatic.net/ts/ad/5c/26/don-domenico-luciani/1400x1400_12236887.jpg" alt="itunes pic" /><br /><p><span style="text-decoration: underline;">La 86&deg; puntata del ciclo "Dalla Parola alla vita" - "Regna in noi, Signore".</span><br /><span style="color: #008000;"><strong>XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)</strong></span><br /><em>Mt 11,25-30</em><br /><em>Io sono mite e umile di cuore.</em><br /><br /><br />In quel tempo Ges&ugrave; disse: <br />&laquo;Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perch&eacute; hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. S&igrave;, o Padre, perch&eacute; cos&igrave; hai deciso nella tua benevolenza. Tutto &egrave; stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorr&agrave; rivelarlo.<br />Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi dar&ograve; ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti &egrave; dolce e il mio peso leggero&raquo;.</p>
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Pratica del Vangelo del 2 Luglio 2017 a cura di don Domenico Luciani
<img src="http://assets.podomatic.net/ts/ad/5c/26/don-domenico-luciani/1400x1400_12172133.jpg" alt="itunes pic" /><br />La 85° puntata del ciclo "Dalla Parola alla vita" - "Accolti da Lui accogliamo". XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A) Mt 10, 37-42 Chi non prende la sua croce e non mi segue non è degno di me. Chi accoglie voi, accoglie me. In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: "Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me; chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me. Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà. Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. Chi accoglie un profeta come profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto come giusto, avrà la ricompensa del giusto. E chi avrà dato anche solo un bicchiere di acqua fresca a uno di questi piccoli, perché è mio discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa".
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Pratica del Vangelo del 25 Giugno 2017 a cura di don Domenico Luciani
<img src="http://assets.podomatic.net/ts/ad/5c/26/don-domenico-luciani/1400x1400_12172125.jpg" alt="itunes pic" /><br />La 84° puntata del ciclo "Dalla Parola alla vita" - "Voi valete di più". XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A) Mt 10,26-33 Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo. In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli: «Non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze. E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo. Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri! Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli»
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Pratica del Vangelo del 30 Aprile 2017 a cura di don Domenico Luciani
<img src="http://assets.podomatic.net/ts/ad/5c/26/don-domenico-luciani/1400x1400_12105173.jpg" alt="itunes pic" /><br /><p><span style="text-decoration: underline;">La 76&deg; puntata del ciclo "Dalla Parola alla vita" - "Lasciamoci scaldare il cuore e aprire gli occhi".</span><br /><span style="color: #ff9900;"><strong>III DOMENICA DI PASQUA (ANNO A)</strong></span><br /><em>Lc 24,13-35</em><br /><em>Lo riconobbero nello spezzare il pane.</em><br /><br />Ed ecco, in quello stesso giorno [il primo della settimana] due dei [discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome &Egrave;mmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Ges&ugrave; in persona si avvicin&ograve; e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. <br />Ed egli disse loro: &laquo;Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?&raquo;. Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Cl&egrave;opa, gli rispose: &laquo;Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ci&ograve; che vi &egrave; accaduto in questi giorni?&raquo;. Domand&ograve; loro: &laquo;Che cosa?&raquo;. Gli risposero: &laquo;Ci&ograve; che riguarda Ges&ugrave;, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorit&agrave; lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ci&ograve;, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli &egrave; vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l&rsquo;hanno visto&raquo;. <br />Disse loro: &laquo;Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ci&ograve; che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?&raquo;. E, cominciando da Mos&egrave; e da tutti i profeti, spieg&ograve; loro in tutte le Scritture ci&ograve; che si riferiva a lui. <br />Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare pi&ugrave; lontano. Ma essi insistettero: &laquo;Resta con noi, perch&eacute; si fa sera e il giorno &egrave; ormai al tramonto&raquo;. Egli entr&ograve; per rimanere con loro. <br />Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recit&ograve; la benedizione, lo spezz&ograve; e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli spar&igrave; dalla loro vista. Ed essi dissero l&rsquo;un l&rsquo;altro: &laquo;Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?&raquo;. <br />Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: &laquo;Davvero il Signore &egrave; risorto ed &egrave; apparso a Simone!&raquo;. Ed essi narravano ci&ograve; che era accaduto lungo la via e come l&rsquo;avevano riconosciuto nello spezzare il pane.</p>
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Pratica del Vangelo del 23 Aprile 2017 a cura di don Domenico Luciani
<img src="http://assets.podomatic.net/ts/ad/5c/26/don-domenico-luciani/1400x1400_12093267.jpg" alt="itunes pic" /><br /><p><span style="text-decoration: underline;">La 75&deg; puntata del ciclo "Dalla Parola alla vita" - "Ricevere per donare amore".</span><br /><span style="color: #ff9900;"><strong>II DOMENICA DI PASQUA o della Divina Misericordia (ANNO A)</strong></span><br /><em>Gv 20,19-31</em><br /><em>Otto giorni dopo venne Ges&ugrave;.</em><br /><br />La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Ges&ugrave;, stette in mezzo e disse loro: &laquo;Pace a voi!&raquo;. Detto questo, mostr&ograve; loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. <br />Ges&ugrave; disse loro di nuovo: &laquo;Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi&raquo;. Detto questo, soffi&ograve; e disse loro: &laquo;Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati&raquo;.<br />Tommaso, uno dei Dodici, chiamato D&igrave;dimo, non era con loro quando venne Ges&ugrave;. Gli dicevano gli altri discepoli: &laquo;Abbiamo visto il Signore!&raquo;. Ma egli disse loro: &laquo;Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo&raquo;.<br />Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c&rsquo;era con loro anche Tommaso. Venne Ges&ugrave;, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: &laquo;Pace a voi!&raquo;. Poi disse a Tommaso: &laquo;Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!&raquo;. Gli rispose Tommaso: &laquo;Mio Signore e mio Dio!&raquo;. Ges&ugrave; gli disse: &laquo;Perch&eacute; mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!&raquo;.<br />Ges&ugrave;, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perch&eacute; crediate che Ges&ugrave; &egrave; il Cristo, il Figlio di Dio, e perch&eacute;, credendo, abbiate la vita nel suo nome.</p>
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Pratica del Vangelo del 16 Aprile 2017 a cura di don Domenico Luciani
<img src="http://assets.podomatic.net/ts/ad/5c/26/don-domenico-luciani/1400x1400_12076469.jpg" alt="itunes pic" /><br /><p><span style="text-decoration: underline;">La 74&deg; puntata del ciclo "Dalla Parola alla vita" - "Pasqua per tutti un passaggio a novit&agrave; di vita!".</span><br /><span style="color: #ff9900;"><strong>DOMENICA DI PASQUA - RISURREZIONE DEL SIGNORE (ANNO A)</strong></span><br /><em>Gv 20,1-9</em><br /><em>Egli doveva risuscitare dai morti.</em><br /><br />Il primo giorno della settimana, Maria di M&agrave;gdala si rec&ograve; al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. <br />Corse allora e and&ograve; da Simon Pietro e dall&rsquo;altro discepolo, quello che Ges&ugrave; amava, e disse loro: &laquo;Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l&rsquo;hanno posto!&raquo;. <br />Pietro allora usc&igrave; insieme all&rsquo;altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l&rsquo;altro discepolo corse pi&ugrave; veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chin&ograve;, vide i teli posati l&agrave;, ma non entr&ograve;. <br />Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entr&ograve; nel sepolcro e osserv&ograve; i teli posati l&agrave;, e il sudario &ndash; che era stato sul suo capo &ndash; non posato l&agrave; con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. <br />Allora entr&ograve; anche l&rsquo;altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cio&egrave; egli doveva risorgere dai morti.</p>
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Pratica del Vangelo del 9 Aprile 2017 a cura di don Domenico Luciani
<img src="http://assets.podomatic.net/ts/ad/5c/26/don-domenico-luciani/1400x1400_12062578.jpg" alt="itunes pic" /><br /><p><span style="text-decoration: underline;">La 73&deg; puntata del ciclo "Dalla Parola alla vita" - "Ges&ugrave; re di chi si lascia amare".</span><br /><span style="color: #ff0000;"><strong>DOMENICA DELLE PALME (ANNO A)</strong></span><br /><em>Mt 26,14- 27,66</em><br /><em>La passione del Signore.</em></p>
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Pratica del Vangelo del 2 Aprile 2017 a cura di don Domenico Luciani
<img src="http://assets.podomatic.net/ts/ad/5c/26/don-domenico-luciani/1400x1400_12052781.jpg" alt="itunes pic" /><br /><p><span style="text-decoration: underline;">La 72&deg; puntata del ciclo "Dalla Parola alla vita" - "Ges&ugrave; vita e risurrezione nostra".</span><br /><span style="color: #800080;"><strong>V DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO A)</strong></span><br /><em>Gv 11,1-45</em><br /><em>Io sono la risurrezione e la vita.</em><br /><br /><br />In quel tempo, un certo Lazzaro di Bet&agrave;nia, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella, era malato. Maria era quella che cosparse di profumo il Signore e gli asciug&ograve; i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. Le sorelle mandarono dunque a dire a Ges&ugrave;: &laquo;Signore, ecco, colui che tu ami &egrave; malato&raquo;.<br />All&rsquo;udire questo, Ges&ugrave; disse: &laquo;Questa malattia non porter&agrave; alla morte, ma &egrave; per la gloria di Dio, affinch&eacute; per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato&raquo;. Ges&ugrave; amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sent&igrave; che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: &laquo;Andiamo di nuovo in Giudea!&raquo;. I discepoli gli dissero: &laquo;Rabb&igrave;, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?&raquo;. Ges&ugrave; rispose: &laquo;Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perch&eacute; vede la luce di questo mondo; ma se cammina di notte, inciampa, perch&eacute; la luce non &egrave; in lui&raquo;. <br />Disse queste cose e poi soggiunse loro: &laquo;Lazzaro, il nostro amico, s&rsquo;&egrave; addormentato; ma io vado a svegliarlo&raquo;. Gli dissero allora i discepoli: &laquo;Signore, se si &egrave; addormentato, si salver&agrave;&raquo;. Ges&ugrave; aveva parlato della morte di lui; essi invece pensarono che parlasse del riposo del sonno. Allora Ges&ugrave; disse loro apertamente: &laquo;Lazzaro &egrave; morto e io sono contento per voi di non essere stato l&agrave;, affinch&eacute; voi crediate; ma andiamo da lui!&raquo;. Allora Tommaso, chiamato D&igrave;dimo, disse agli altri discepoli: &laquo;Andiamo anche noi a morire con lui!&raquo;.<br />Quando Ges&ugrave; arriv&ograve;, trov&ograve; Lazzaro che gi&agrave; da quattro giorni era nel sepolcro. Bet&agrave;nia distava da Gerusalemme meno di tre chilometri e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. Marta dunque, come ud&igrave; che veniva Ges&ugrave;, gli and&ograve; incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Ges&ugrave;: &laquo;Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la conceder&agrave;&raquo;. Ges&ugrave; le disse: &laquo;Tuo fratello risorger&agrave;&raquo;. Gli rispose Marta: &laquo;So che risorger&agrave; nella risurrezione dell&rsquo;ultimo giorno&raquo;. Ges&ugrave; le disse: &laquo;Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivr&agrave;; chiunque vive e crede in me, non morir&agrave; in eterno. Credi questo?&raquo;. Gli rispose: &laquo;S&igrave;, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo&raquo;.<br />Dette queste parole, and&ograve; a chiamare Maria, sua sorella, e di nascosto le disse: &laquo;Il Maestro &egrave; qui e ti chiama&raquo;. Udito questo, ella si alz&ograve; subito e and&ograve; da lui. Ges&ugrave; non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora l&agrave; dove Marta gli era andata incontro. Allora i Giudei, che erano in casa con lei a consolarla, vedendo Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono, pensando che andasse a piangere al sepolcro. <br />Quando Maria giunse dove si trovava Ges&ugrave;, appena lo vide si gett&ograve; ai suoi piedi dicendogli: &laquo;Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!&raquo;. Ges&ugrave; allora, quando la vide piangere, e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente e, molto turbato, domand&ograve;: &laquo;Dove lo avete posto?&raquo;. Gli dissero: &laquo;Signore, vieni a vedere!&raquo;. Ges&ugrave; scoppi&ograve; in pianto. Dissero allora i Giudei: &laquo;Guarda come lo amava!&raquo;. Ma alcuni di loro dissero: &laquo;Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far s&igrave; che costui non morisse?&raquo;.<br />Allora Ges&ugrave;, ancora una volta commosso profondamente, si rec&ograve; al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Ges&ugrave;: &laquo;Togliete la pietra!&raquo;. Gli rispose Marta, la sorella del morto: &laquo;Signore, manda gi&agrave; cattivo odore: &egrave; l&igrave; da quattro giorni&raquo;. Le disse Ges&ugrave;: &laquo;Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?&raquo;. Tolsero dunque la pietra. Ges&ugrave; allora alz&ograve; gli occhi e disse: &laquo;Padre, ti rendo grazie perch&eacute; mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l&rsquo;ho detto per la gente che mi sta attorno, perch&eacute; credano che tu mi hai mandato&raquo;. Detto questo, grid&ograve; a gran voce: &laquo;Lazzaro, vieni fuori!&raquo;. Il morto usc&igrave;, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Ges&ugrave; disse loro: &laquo;Liber&agrave;telo e lasci&agrave;telo andare&raquo;.<br />Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ci&ograve; che egli aveva compiuto, credettero in lui.</p>
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Pratica del Vangelo del 19 Marzo 2017 a cura di don Domenico Luciani
<img src="http://assets.podomatic.net/ts/ad/5c/26/don-domenico-luciani/1400x1400_12023350.jpg" alt="itunes pic" /><br />La 70° puntata del ciclo "Dalla Parola alla vita" - "Gesù Fonte d'Acqua dello Spirito". III DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO A) Gv 4,5-42 Sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna. In quel tempo, Gesù giunse a una città della Samarìa chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c’era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani. Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest’acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?». Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna». «Signore – gli dice la donna –, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua». Le dice: «Va’ a chiamare tuo marito e ritorna qui». Gli risponde la donna: «Io non ho marito». Le dice Gesù: «Hai detto bene: “Io non ho marito”. Infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero». Gli replica la donna: «Signore, vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità». Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te». In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliavano che parlasse con una donna. Nessuno tuttavia disse: «Che cosa cerchi?», o: «Di che cosa parli con lei?». La donna intanto lasciò la sua anfora, andò in città e disse alla gente: «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?». Uscirono dalla città e andavano da lui. Intanto i discepoli lo pregavano: «Rabbì, mangia». Ma egli rispose loro: «Io ho da mangiare un cibo che voi non conoscete». E i discepoli si domandavano l’un l’altro: «Qualcuno gli ha forse portato da mangiare?». Gesù disse loro: «Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera. Voi non dite forse: ancora quattro mesi e poi viene la mietitura? Ecco, io vi dico: alzate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura. Chi miete riceve il salario e raccoglie frutto per la vita eterna, perché chi semina gioisca insieme a chi miete. In questo infatti si dimostra vero il proverbio: uno semina e l’altro miete. Io vi ho mandati a mietere ciò per cui non avete faticato; altri hanno faticato e voi siete subentrati nella loro fatica». Molti Samaritani di quella città credettero in lui per la parola della donna, che testimoniava: «Mi ha detto tutto quello che ho fatto». E quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni. Molti di più credettero per la sua parola e alla donna dicevano: «Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo». Parola del Signore.
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Pratica del Vangelo del 5 Marzo 2017 a cura di don Domenico Luciani
<img src="http://assets.podomatic.net/ts/ad/5c/26/don-domenico-luciani/1400x1400_11994477.jpg" alt="itunes pic" /><br />La 68° puntata del ciclo "Dalla Parola alla vita" - "Giustificati per grazia". I DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO A) Mt 4,1-11 Gesù digiuna per quaranta giorni nel deserto ed è tentato. In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”». Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”». Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vàttene, satana! Sta scritto infatti: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”». Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.
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Pratica del Vangelo del 26 Febbraio 2017 a cura di don Domenico Luciani
<img src="http://assets.podomatic.net/ts/ad/5c/26/don-domenico-luciani/1400x1400_11981735.jpg" alt="itunes pic" /><br />La 67° puntata del ciclo "Dalla Parola alla vita" - "Non preoccupatevi del domani". VIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A) Mt 6,24-34 Non preoccupatevi del domani. In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza. Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita? E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede? Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno. Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena».
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Pratica del Vangelo del 22 Gennaio 2017 a cura di don Domenico Luciani
<img src="http://assets.podomatic.net/ts/ad/5c/26/don-domenico-luciani/1400x1400_11910004.jpg" alt="itunes pic" /><br />La 62° puntata del ciclo "Dalla Parola alla vita" - "Dalle periferie del mondo e della storia". III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A) Mt 4,12-23 Venne a Cafàrnao perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa. Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa: «Terra di Zàbulon e terra di Nèftali, sulla via del mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti! Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce, per quelli che abitavano in regione e ombra di morte una luce è sorta». Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino». Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono. Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo.
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Pratica del Vangelo del 6 Novembre 2016 a cura di don Domenico Luciani
<img src="http://assets.podomatic.net/ts/ad/5c/26/don-domenico-luciani/1400x1400_11761983.jpg" alt="itunes pic" /><br /><p><span style="text-decoration: underline;">La 51&deg; puntata del ciclo "Dalla Parola alla vita" - "Dio non dimentica mai i suoi figli".</span><br /><span style="color: #008000;"><strong>XXXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)</strong></span><br /><em>Lc 20,27-38</em><br /><em>Dio non &egrave; dei morti, ma dei viventi.</em><br /><br />In quel tempo, si avvicinarono a Ges&ugrave; alcuni sadduc&egrave;i &ndash; i quali dicono che non c&rsquo;&egrave; risurrezione &ndash; e gli posero questa domanda: &laquo;Maestro, Mos&egrave; ci ha prescritto: &ldquo;Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma &egrave; senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello&rdquo;. C&rsquo;erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, mor&igrave; senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e cos&igrave; tutti e sette morirono senza lasciare figli. Da ultimo mor&igrave; anche la donna. La donna dunque, alla risurrezione, di chi sar&agrave; moglie? Poich&eacute; tutti e sette l&rsquo;hanno avuta in moglie&raquo;. <br />Ges&ugrave; rispose loro: &laquo;I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono n&eacute; moglie n&eacute; marito: infatti non possono pi&ugrave; morire, perch&eacute; sono uguali agli angeli e, poich&eacute; sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mos&egrave; a proposito del roveto, quando dice: &ldquo;Il Signore &egrave; il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe&rdquo;. Dio non &egrave; dei morti, ma dei viventi; perch&eacute; tutti vivono per lui&raquo;.</p>
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Pratica del Vangelo del 30 Ottobre 2016 a cura di don Domenico Luciani
<img src="http://assets.podomatic.net/ts/ad/5c/26/don-domenico-luciani/1400x1400_11755244.jpg" alt="itunes pic" /><br />La 50° puntata del ciclo "Dalla Parola alla vita" - "La preghiera è presenza di Dio". XXXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C) Lc 19,1-10 Il Figlio dell’uomo era venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto. In quel tempo, Gesù entrò nella città di Gèrico e la stava attraversando, quand’ecco un uomo, di nome Zacchèo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là. Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zacchèo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!». Ma Zacchèo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto». Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».
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Pratica del Vangelo del 23 Ottobre 2016 a cura di don Domenico Luciani
<img src="http://assets.podomatic.net/ts/ad/5c/26/don-domenico-luciani/1400x1400_11742046.jpg" alt="itunes pic" /><br /><p><span style="text-decoration: underline;">La 49&deg; puntata del ciclo "Dalla Parola alla vita" - "La preghiera umile &egrave; sublime".</span><br /><span style="color: #008000;"><strong>XXX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)</strong></span><br /><em>Lc 18,9-14</em><br /><em>Il pubblicano torn&ograve; a casa giustificato, a differenza del fariseo.</em><br /><br />In quel tempo, Ges&ugrave; disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l&rsquo;intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri: <br />&laquo;Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l&rsquo;altro pubblicano. <br />Il fariseo, stando in piedi, pregava cos&igrave; tra s&eacute;: &ldquo;O Dio, ti ringrazio perch&eacute; non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, ad&ugrave;lteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo&rdquo;. <br />Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: &ldquo;O Dio, abbi piet&agrave; di me peccatore&rdquo;. <br />Io vi dico: questi, a differenza dell&rsquo;altro, torn&ograve; a casa sua giustificato, perch&eacute; chiunque si esalta sar&agrave; umiliato, chi invece si umilia sar&agrave; esaltato&raquo;.</p>
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Pratica del Vangelo del 16 Ottobre 2016 a cura di don Domenico Luciani
<img src="http://assets.podomatic.net/ts/ad/5c/26/don-domenico-luciani/1400x1400_11723593.jpg" alt="itunes pic" /><br />La 48° puntata del ciclo "Dalla Parola alla vita" - "Il Signore ascolta chi grida a Lui". XXIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C) Lc 18,1-8 Dio farà giustizia ai suoi eletti che gridano verso di lui. In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai: «In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”. Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”». E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».
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Pratica del Vangelo del 9 Ottobre 2016 a cura di don Domenico Luciani
<img src="http://assets.podomatic.net/ts/ad/5c/26/don-domenico-luciani/1400x1400_11709609.jpg" alt="itunes pic" /><br /><p><span style="text-decoration: underline;">La 47&deg; puntata del ciclo "Dalla Parola alla vita" - "Grazie per il dono della fede".</span><br /><span style="color: #339966;"><strong>XXVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)</strong></span><br /><em>Lc 17,11-19</em><br /><em>Non si &egrave; trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all&rsquo;infuori di questo straniero.</em><br /><br />Lungo il cammino verso Gerusalemme, Ges&ugrave; attraversava la Samar&igrave;a e la Galilea. <br />Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: &laquo;Ges&ugrave;, maestro, abbi piet&agrave; di noi!&raquo;. Appena li vide, Ges&ugrave; disse loro: &laquo;Andate a presentarvi ai sacerdoti&raquo;. E mentre essi andavano, furono purificati. <br />Uno di loro, vedendosi guarito, torn&ograve; indietro lodando Dio a gran voce, e si prostr&ograve; davanti a Ges&ugrave;, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano. <br />Ma Ges&ugrave; osserv&ograve;: &laquo;Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si &egrave; trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all&rsquo;infuori di questo straniero?&raquo;. E gli disse: &laquo;&Agrave;lzati e va&rsquo;; la tua fede ti ha salvato!&raquo;.</p>
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Pratica del Vangelo del 18 Settembre 2016 a cura di don Domenico Luciani
<img src="http://assets.podomatic.net/ts/ad/5c/26/don-domenico-luciani/1400x1400_11670321.jpg" alt="itunes pic" /><br /><p><span style="text-decoration: underline;">La 44&deg; puntata del ciclo "Dalla Parola alla vita" - "Investire tutto sul Regno".</span><br /><span style="color: #008000;"><strong>XXV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)</strong></span><br /><em>Lc 16,1-13</em><br /><em>Non potete servire Dio e la ricchezza.</em><br /><br />In quel tempo, Ges&ugrave; diceva ai discepoli: <br />&laquo;Un uomo ricco aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. Lo chiam&ograve; e gli disse: &ldquo;Che cosa sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perch&eacute; non potrai pi&ugrave; amministrare&rdquo;. <br />L&rsquo;amministratore disse tra s&eacute;: &ldquo;Che cosa far&ograve;, ora che il mio padrone mi toglie l&rsquo;amministrazione? Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno. So io che cosa far&ograve; perch&eacute;, quando sar&ograve; stato allontanato dall&rsquo;amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua&rdquo;. <br />Chiam&ograve; uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: &ldquo;Tu quanto devi al mio padrone?&rdquo;. Quello rispose: &ldquo;Cento barili d&rsquo;olio&rdquo;. Gli disse: &ldquo;Prendi la tua ricevuta, siediti subito e scrivi cinquanta&rdquo;. Poi disse a un altro: &ldquo;Tu quanto devi?&rdquo;. Rispose: &ldquo;Cento misure di grano&rdquo;. Gli disse: &ldquo;Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta&rdquo;. <br />Il padrone lod&ograve; quell&rsquo;amministratore disonesto, perch&eacute; aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono pi&ugrave; scaltri dei figli della luce. <br />Ebbene, io vi dico: fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perch&eacute;, quando questa verr&agrave; a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne.<br />Chi &egrave; fedele in cose di poco conto, &egrave; fedele anche in cose importanti; e chi &egrave; disonesto in cose di poco conto, &egrave; disonesto anche in cose importanti. Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affider&agrave; quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi dar&agrave; la vostra?<br />Nessun servitore pu&ograve; servire due padroni, perch&eacute; o odier&agrave; l&rsquo;uno e amer&agrave; l&rsquo;altro, oppure si affezioner&agrave; all&rsquo;uno e disprezzer&agrave; l&rsquo;altro. Non potete servire Dio e la ricchezza&raquo;.</p>
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Pratica del Vangelo del 11 Settembre 2016 a cura di don Domenico Luciani
<img src="http://assets.podomatic.net/ts/ad/5c/26/don-domenico-luciani/1400x1400_11618400.jpg" alt="itunes pic" /><br /><p><span style="text-decoration: underline;">La 43&deg; puntata del ciclo "Dalla Parola alla vita" - "La festa di Dio &egrave; il perdono dato".</span><br /><span style="color: #008000;"><strong>XXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)</strong></span><br /><em>Lc 15,1-32</em><br /><em>Ci sar&agrave; gioia in cielo per un solo peccatore che si converte.</em><br /><br />In quel tempo, si avvicinavano a Ges&ugrave; tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: &laquo;Costui accoglie i peccatori e mangia con loro&raquo;. <br />Ed egli disse loro questa parabola: &laquo;Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finch&eacute; non la trova? Quando l&rsquo;ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini e dice loro: &ldquo;Rallegratevi con me, perch&eacute; ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta&rdquo;. Io vi dico: cos&igrave; vi sar&agrave; gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, pi&ugrave; che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione.<br />Oppure, quale donna, se ha dieci monete e ne perde una, non accende la lampada e spazza la casa e cerca accuratamente finch&eacute; non la trova? E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, e dice: &ldquo;Rallegratevi con me, perch&eacute; ho trovato la moneta che avevo perduto&rdquo;. Cos&igrave;, io vi dico, vi &egrave; gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte&raquo;.<br />Disse ancora: &laquo;Un uomo aveva due figli. Il pi&ugrave; giovane dei due disse al padre: &ldquo;Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta&rdquo;. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio pi&ugrave; giovane, raccolte tutte le sue cose, part&igrave; per un paese lontano e l&agrave; sperper&ograve; il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominci&ograve; a trovarsi nel bisogno. Allora and&ograve; a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mand&ograve; nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. Allora ritorn&ograve; in s&eacute; e disse: &ldquo;Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzer&ograve;, andr&ograve; da mio padre e gli dir&ograve;: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono pi&ugrave; degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati&rdquo;. Si alz&ograve; e torn&ograve; da suo padre.<br />Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gett&ograve; al collo e lo baci&ograve;. Il figlio gli disse: &ldquo;Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono pi&ugrave; degno di essere chiamato tuo figlio&rdquo;. Ma il padre disse ai servi: &ldquo;Presto, portate qui il vestito pi&ugrave; bello e fateglielo indossare, mettetegli l&rsquo;anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perch&eacute; questo mio figlio era morto ed &egrave; tornato in vita, era perduto ed &egrave; stato ritrovato&rdquo;. E cominciarono a far festa.<br />Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, ud&igrave; la musica e le danze; chiam&ograve; uno dei servi e gli domand&ograve; che cosa fosse tutto questo. Quello gli rispose: &ldquo;Tuo fratello &egrave; qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perch&eacute; lo ha riavuto sano e salvo&rdquo;. Egli si indign&ograve;, e non voleva entrare. Suo padre allora usc&igrave; a supplicarlo. Ma egli rispose a suo padre: &ldquo;Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che &egrave; tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso&rdquo;. Gli rispose il padre: &ldquo;Figlio, tu sei sempre con me e tutto ci&ograve; che &egrave; mio &egrave; tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perch&eacute; questo tuo fratello era morto ed &egrave; tornato in vita, era perduto ed &egrave; stato ritrovato&rdquo;&raquo;.</p>
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